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DARK TOURISM: COS’È, DOVE SI PRATICA E I LUOGHI PIÙ FAMOSI IN ITALIA E NEL MONDO

Immagine del redattore: Manuela Lenoci
Manuela Lenoci
2 ore fa
Tempo di lettura: 6 min

Dal turismo nero ai luoghi della memoria: Cogne, Avetrana, Gravina di Puglia, Isola del Giglio, Auschwitz, Hiroshima e Chernobyl


Ci sono luoghi in cui si va per vedere qualcosa. E poi ci sono luoghi in cui si va perché qualcosa è successo.Una c asa. Una strada. Una cisterna. Un’isola. Un relitto. Un campo di concentramento. Una città cancellata da una bomba o da un disastro. Sono posti che, prima ancora di essere destinazioni, sono diventati storie. E qui arriva la domanda più difficile.

Perché qualcuno dovrebbe scegliere di visitare un luogo legato alla morte, alla sofferenza o a una tragedia?

La risposta non è così semplice. E soprattutto non è sempre: “per curiosità”. Benvenuti nel mondo del Dark Tourism, il turismo nero, chiamato anche turismo dell’orrore o tanatoturismo.



CHE COS’È IL DARK TOURISM?

Il Dark Tourism indica la visita di luoghi collegati alla morte, alla sofferenza, alla tragedia, alla guerra, ai disastri o a fatti di cronaca. Il fenomeno comprende esperienze molto diverse: memoriali, luoghi di guerra, campi di sterminio, siti di catastrofi naturali e luoghi diventati famosi per delitti e casi di cronaca. Ma attenzione: non tutti i luoghi “oscuri” sono uguali. C’è una differenza enorme tra visitare Auschwitz per conoscere la storia della Shoah e andare davanti a una casa teatro di un delitto recente per semplice curiosità.

Le motivazioni dei visitatori possono comprendere curiosità, desiderio di apprendere, memoria, educazione, riflessione personale e interesse storico. Il turismo nero, quindi, non coincide automaticamente con il voyeurismo.

PERCHÉ FACCIAMO DARK TOURISM?

Forse perché abbiamo bisogno di vedere con i nostri occhi. Un conto è leggere che qualcosa è successo. Un altro è trovarsi davanti al luogo in cui è successo.

È il rapporto tra storia e spazio. Una fotografia racconta. Un luogo, invece, può far percepire la storia. Televisione, documentari, podcast, social network e soprattutto il mondo del true crime hanno inoltre reso alcuni luoghi riconoscibili in tutto il mondo.

Prima esisteva una storia. Poi è arrivata la narrazione. E la narrazione ha trasformato un indirizzo, una strada o un paesaggio in un luogo simbolico.


DARK TOURISM IN ITALIA: QUANDO LA CRONACA DIVENTA GEOGRAFIA

L’Italia è un Paese particolarmente interessante per questo fenomeno. La cronaca nera ha spesso una geografia precisa: paesi identificati con un delitto, case diventate famose, strade riprese centinaia di volte dalle televisioni. Alcuni casi sono diventati emblematici.


COGNE: LA CASA CHE DIVENTÒ UNA META

30 gennaio 2002.

Cogne, Valle d’Aosta.

Il piccolo Samuele Lorenzi viene ucciso nella villetta della famiglia. Il caso diventa uno dei più seguiti della cronaca italiana. La casa viene ripresa, fotografata, raccontata.

E succede qualcosa di particolare. La villetta diventa una destinazione per curiosi.

Non per vedere un monumento. Non per ammirare un paesaggio. Ma per vedere il luogo dove era avvenuto il delitto. La vicenda giudiziaria ha avuto un lungo seguito e Annamaria Franzoni è stata condannata per l’omicidio del figlio. distanza di anni, la casa è rimasta nell’immaginario collettivo come uno dei luoghi più conosciuti della cronaca italiana. Ed è proprio questo uno degli aspetti più delicati del Dark Tourism legato alla cronaca: quando la memoria di una tragedia recente entra in conflitto con la vita delle persone che abitano quei luoghi.


AVETRANA: QUANDO UN PAESE DIVENTA UN NOME DI CRONACA

26 agosto 2010.

Avetrana.

Sarah Scazzi, quindicenne, scompare.Quarantuno giorni dopo, il corpo viene ritrovato.

Il caso travolge il paese e diventa uno degli eventi mediatici più importanti della cronaca italiana. Per mesi telecamere e giornalisti si concentrano sulle strade, sulle abitazioni, sulle persone coinvolte. E arrivano anche i curiosi. La casa di via Deledda diventa un punto di riferimento per quello che viene definito turismo macabro.

Ma qui c’è una distinzione fondamentale. Avetrana non è il caso Scazzi.

È un paese. Ha una storia, un centro storico, tradizioni, campagne e un territorio che arriva verso la costa ionica. Un luogo non dovrebbe essere ridotto alla tragedia che lo ha reso famoso.


GRAVINA DI PUGLIA: CICCIO E TORE E LA CASA DELLE CENTO STANZE

Restiamo in Puglia.

Gravina di Puglia.

5 giugno 2006.

Francesco e Salvatore Pappalardi, conosciuti come Ciccio e Tore, scompaiono. Hanno 13 e 11 anni. Per mesi non si sa dove siano. Poi, il 25 febbraio 2008, un altro bambino cade in una cisterna di un edificio abbandonato nel centro storico. Durante le operazioni di soccorso vengono trovati i resti dei due fratellini. Il luogo viene identificato come la cosiddetta Casa delle Cento Stanze. Il caso continua a essere oggetto di interrogativi e, nel 2024, la famiglia ha chiesto la riapertura delle indagini. Questo è un caso in cui bisogna essere ancora più prudenti. Non si deve trasformare una vicenda ancora dolorosa in una “attrazione”. E soprattutto non bisogna confondere ciò che è documentato con ciò che viene raccontato, ipotizzato o discusso nel tempo.

La storia viene prima del luogo. E il rispetto viene prima della curiosità.


ISOLA DEL GIGLIO: QUANDO IL RELITTO DIVENTA UN’IMMAGINE TURISTICA

13 gennaio 2012.

La Costa Concordia naufraga davanti all’Isola del Giglio.

Trentadue persone perdono la vita.

Per mesi il relitto rimane davanti al porto.

E il Giglio cambia, non soltanto nelle cronache ma anche nella percezione turistica.

I traghetti arrivano e dal ponte della nave i passeggeri fotografano il relitto. L’ANSA raccontò all’epoca un vero e proprio “turismo dei curiosi”: persone arrivate sull’isola anche per vedere da vicino quella enorme nave adagiata sugli scogli. Il Giglio non è diventato una destinazione Dark Tourism nel senso tradizionale. È una splendida isola turistica che, per un periodo, si è trovata a convivere con un’immagine di morte e disastro diventata improvvisamente parte del paesaggio. Guardare. Ricordare. Fotografare. Spettacolarizzare. Sono quattro gesti diversi.



I GRANDI LUOGHI DEL DARK TOURISM NEL MONDO

Se usciamo dall’Italia, il fenomeno assume dimensioni ancora più evidenti.

Ci sono luoghi che sono diventati simboli universali.


AUSCHWITZ-BIRKENAU

L’ex campo di concentramento e sterminio nazista è oggi un memoriale e un luogo di educazione alla memoria. Nel 2025 il Memoriale e Museo di Auschwitz-Birkenau ha registrato 1,95 milioni di visitatori. E c’è un dato significativo: circa nove visitatori su dieci hanno scelto di visitare il Memoriale con una guida. Perché un luogo come Auschwitz non si “visita” semplicemente. Si studia. Si ascolta. Si comprende. Il viaggio diventa memoria.


HIROSHIMA

Il 6 agosto 1945 Hiroshima fu colpita dalla prima bomba atomica utilizzata in guerra.

Oggi il Peace Memorial Park e il Peace Memorial Museum raccontano quella tragedia e le sue conseguenze. Il senso non è semplicemente “vedere un luogo macabro”.

È capire. Ricordare. E uscire dal museo con una domanda in più rispetto a quando si è entrati.

CHERNOBYL E PRIPYAT

Nel 1986 un incidente nucleare segnò la storia contemporanea. La città abbandonata di Pripyat è diventata negli anni una delle immagini più riconoscibili del Dark Tourism internazionale. Palazzi vuoti. Una ruota panoramica. Scuole abbandonate. Oggetti lasciati nelle case. La forza di Chernobyl è anche questa: il luogo sembra essersi fermato nel tempo. Ma proprio per questo è importante evitare la trasformazione della tragedia in semplice set fotografico. Il turismo dei disastri ha bisogno di contesto.

pure la sua rappresentazione mediatica? È una differenza enorme.

COME FARE DARK TOURISM IN MODO RESPONSABILE

Visitare un luogo legato a una tragedia significa prima di tutto comprenderne la storia. Il Dark Tourism può diventare un'esperienza di conoscenza e memoria, ma richiede attenzione, rispetto e consapevolezza.

#

REGOLA

COSA FARE

01

INFORMATEVI PRIMA

Leggete la storia del luogo prima di arrivare. Conoscere ciò che è accaduto cambia completamente il modo di guardare una destinazione.

02

SCEGLIETE LUOGHI UFFICIALMENTE VISITABILI

Quando esistono memoriali, musei, percorsi autorizzati o visite guidate, preferiteli. Sono spazi pensati per raccontare la storia nel rispetto del luogo.

03

RISPETTATE GLI SPAZI PRIVATI

Evitate abitazioni, proprietà private e luoghi che non sono destinati al pubblico. Una tragedia non trasforma automaticamente una casa in una destinazione turistica.

04

NIENTE SELFIE IRRISPETTOSI

Davanti a luoghi di morte, memoriali o siti legati a una tragedia, comportatevi con rispetto. Non tutto ciò che può diventare una fotografia deve diventarlo.

05

NON CERCATE LO SCANDALO

Il viaggio dovrebbe aumentare la conoscenza, non la spettacolarizzazione. Cercate la storia, non il brivido della cronaca.

06

ASCOLTATE LE COMUNITÀ LOCALI

Un luogo non appartiene soltanto alla sua storia. Appartiene anche alle persone che lo abitano oggi. Ascoltare la comunità significa comprendere davvero il territorio.

LA REGOLA PIÙ IMPORTANTE

Prima viene la memoria. Poi viene il viaggio.

Il Dark Tourism, quando viene praticato con consapevolezza, può trasformarsi da semplice curiosità in un'occasione per conoscere la storia, preservare la memoria e comprendere meglio i luoghi che visitiamo.

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Benvenuto nel mio mondo

Sono una giornalista pugliese, che crede ancora nelle favole e che ama condividere la magia dei suoi viaggi.

Questo blog è dI ricco di tanti contenuti che parlano delle mie  avventure in Puglia e Around the world

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