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Confetti Mucci ®. “Si. Li voglio”. Una storia che dura da oltre 120 anni

Aggiornato il: 22 ott 2020

Visita al Museo del Confetto Mucci Giovanni ® ad Andria, con le sue 300 specialità che raccontano la storia della fabbrica pugliese


Ne parlavo con una amica qualche giorno fa. Sono stata ad Andria per una gita fuori porta e il pensiero che mi è passato nella mente alla fine della giornata è che questa cittadina di oltre 100 mila abitanti è stata poco conosciuta in questi anni se non per la maestosa bellezza del sito Unesco di Castel del Monte di Andria, di interesse mondiale dal 1996.

Ma Andria è stata davvero una bella scoperta.

Ho visitato una cittadina viva, il cui territorio fa parte del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, con monumenti storici, artistici e architettonici di grande pregio. Ma soprattutto mi sono imbattuta in uno dei luoghi più dolci e romantici che mai avrei immaginato essere così sorprendentemente ricco di storia. Se non ci siete mai stati, come è successo a me fino a qualche giorno fa, vi consiglio di prenotare immediatamente una visita guidata al Museo del Confetto Mucci ® in Via del Museo del Confetto 12 ad Andria.

All’ingresso è stato già amore a prima vista - Love at first sight. Il profumo ho cominciato a sentirlo all’esterno del museo. Entrando, anche se non sei goloso (e non è il mio caso) ti lasci sedurre dal colpo d’occhio di colori della parete interamente dedicata alla esposizione dei confetti. Come Alice nel paese delle meraviglie mi sono guardata intorno e ho visto ovunque delizie per il palato, mandorle, cascata di cioccolato, gianduia e oltre 300 specialità di confetti e dragèes di produzione della fabbrica Mucci 1894 ®.

Nel vedere tutti quei confetti, mi sono sentita improvvisamente bambina travolta da una incredibile voglia di buonumore.

Ero certa che ne avrei assaggiati una buona parte. Quella punta di magia che ho avvertito varcando la porta d'ingresso del Museo, mi ha portato indietro nel tempo, tirando fuori, senza volerlo, alcuni pensieri felici che credevo di aver dimenticato.


Ho ripensato senza accorgermene a quando ero bambina e mia madre nascondeva le mie cioccolate preferite nell'armadio in camera di mio padre per non farmele trovare, ma poiché avevo scoperto da tempo dove le nascondeva, le andavo a mangiare di nascosto.

Ho ripensato anche a quando la cugina di mio nonno, Zia Maria, ci omaggiava settimanalmente, del suo rotolo di pandispagna e nutella, la cui ricetta di morbidezza, resterà per sempre un mistero, e poiché mi piaceva particolarmente, lo mangiavo senza farmi vedere da nessuno, per non sentire la ramanzina che ne avevo mangiato troppo e che ero grassa.


E poi ho ricordato quella volta quando al primo anno del liceo, rubai ad un compagno di classe, da sotto al suo banco, il pacco di merendine perché si era rifiutato di condividere con me la colazione.



Nel vedere quella parete colorata del Museo del Confetto Mucci, ho pensato anche e soprattutto ai miei nipoti, Leonardo e Agnese.

Ho immaginato i loro occhi e la felicità delirante che avrebbero provato se fossero stati li con me. Devo assolutamente tornarci e portali con me. Ho immaginato in quel momento quella scena: occhi sgranati, avrebbero aperto tutti i cassetti e guardandomi negli occhi , candidamente avrebbero detto "zia, solo uno".


Insomma i Confetti Mucci, sono perfetti nelle forme (le mandorle sono selezionate a mano una ad una) sono eleganti, sofisticati, dei veri capolavori di alto artigianato ma anche di seduzione e bontà. L’esposizione del museo è concepita come una boutique di alta moda. Per ogni confetto, un cassetto dedicato. Come per i sogni. Ognuno ha il suo.

Ed aprirli tutti è stato il mio desiderio più grande. Sì. Li voglio” e li voglio tutti…sempre e per sempre.

Almeno il confetto, così come il gioiello, può essere per sempre?

Nell’immaginario comune il confetto è associato ai fiori d’arancio, a una nascita, a una ricorrenza. Ma detto da me che sono una 40enneancora single” può sembrare una nota stonata. La mia vena tremendamente romantica, non vorrebbe mai che io rinunciassi nell’attesa a questa coccola quotidiana. Ci pensate?

E sarebbe un peccato. Il confetto è come una carezza, è l'occasione per sciogliersi un po' e lasciarsi trasportare da una soffice dolcezza piena di sentimento.


Ma cosa sappiamo veramente dei confetti?


Il primo confetto sembra risalga al 447 a.C. e l’origine del termine confetto deriva dal verbo latino “cumfacere”, “avvolgere” con qualcosa, come lo zucchero avvolge la mandorla o “l’anima”, che i ben informati chiamano “cuore”.


Può sembrare una perversione, ma in realtà il primo step per assaporarli al meglio è quello di prenderli delicatamente per qualche secondo, tra pollice e indice, annusarli, per poi mangiarli in un unico boccone.


I confetti Mucci a mio avviso, vanno ben oltre all’essere semplici complici dei giorni più belli da ricordare. Sono i complici perfetti di quella voglia di qualcosa di buono che mi assale prima di andare a dormire, sono la fonte di ricarica di energia dopo il caffe” pomeridiano prima di riprendere a lavorare.


Sono davvero realizzati artigianalmente come una volta, questo a mio avviso è il grande punto di forza di questa storica azienda pugliese. La preparazione dei confetti inizia con la preparazione delle mandorle, a cui la famiglia Mucci riserva una particolare attenzione scegliendo solo le mandorle pugliesi di Toritto e le mandorle di Avola, oltre a materia prima d’eccellenza come le “Nocciole Piemonte IGP” e le lamine di argento puro.



Visitare il Museo del Confetto Mucci ha significato per me fare un viaggio sensoriale alla scoperta dei profumi, dei sapori e dei colori del Mediterraneo. Tra i più celebri, i Tenerelli Mucci ® avvolti dal mistero per la ricetta segreta di cui la famiglia Mucci è unica depositaria.. Sono realizzati con Mandorla di Toritto (Ba) e “Nocciola piemontese IGP”, ricoperti da un doppio strato di cioccolato fondente e bianco e delicatamente confettati.

I miei preferiti in assoluto i Tenerelli color oro. Non sono riuscita purtroppo, ad estorcere ai Mucci nessuna chicca da inserire nel mio libro di cucina domestica.


Insomma grazie alla meravigliosa ospitalità del mio amico Cristian, e delle sue sorelle Manuela e Loredana, quarta generazione della casa di produzione di confetti Mucci ®, ho fatto un salto di 120 anni nella storia, scoprendo le tradizioni tramandate dai loro avi, sull'arte della produzione del confetto che meritano veramente una grande attenzione e mi hanno aperto un mondo di cui non conoscevo nemmeno l’esistenza.

La giornata ad Andria è stata davvero lunga e intensa.

Un crescendo di sensazioni, che è culminato nella visita allo stabilimento dove ogni giorno si producono confetti e dragées. Le persone che amano ciò che fanno si vedono a occhio nudo ed è questo quello che ho visto entrando nello stabilimento Mucci 1894.



Sono rimasta conquistata dalla loro passione, simpatia e cura del dettaglio con cui creano il prodotto ogni giorno.Il mio tour è iniziato con la vestizione, cappelli, camici e copri scarpe per poi accedere alla zona riservata. Decine di bassine (contenitori circolari in acciaio o rame per trasformare la mandorla o qualsiasi altro ripieno) una affiancata all’altra, seguono le diverse fasi del processo. Dalla lavorazione della mandorla alla solidificazione del cioccolato, che da fuso va a creare intorno alla mandorla, uno strato di cioccolato, fino a raggiungere il peso desiderato.


I vari passaggi sono ripetuti giornalmente per più volte, facendo riposare i confetti/dragées che necessitano, non immaginavo, di un tempo di lavorazione diverso a seconda della specialità, che va dai 10 giorni fino ad un massimo di 2 mesi.

Fino ad ora ho sempre sostenuto di essere una amante del salato, di preferire sempre il salato al dolce, un po’ come il vedere tutto bianco o nero. Invece ho capito che le "sfumature" contano, e quando sono al cioccolato fanno davvero la differenza.

Per visite al museo o degustazioni, Via del Museo del Confetto 12. Andria o sul sito web MUSEO DEL CONFETTO























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Benvenuto nel mio mondo

Sono una giornalista pugliese, amante del “vivere bene”.

Un po’ travel, un po’ fashion e un po FoodLover, questo blog è decisamente ricco di tanti contenuti che parlano delle mie mille avventure in Puglia e dintorni.